FERRARI-RED BULL: GARA DI QUALIFICA
Perez scatta in modo impeccabile dalla prima casella in griglia di partenza e mantiene la leadership della corsa. Verstappen ha uno spunto migliore e sopravanza Sainz all'interno della staccata della curva 1. Ambedue le Ferrari e le Red Bull hanno preso il via con pneumatici medium. Il messicano impone subito un ritmo da qualifica alla corsa sin dalle battute iniziali per provare ad ampliare il distacco sui rivali.
Perez abbassa i tempi sul giro girando costantemente tra l'1:34.2 e l'1:34.4, mantenendo il medesimo passo gara mostrato nell'arco della seconda sessione di prove libere. Passaggio dopo passaggio, il pilota della Red Bull amplia leggermente il gap su Leclerc e Verstappen, che girano rispettivamente sull'1:34.6 e 1:34.7, mentre Sainz sale già sull'1:35.0. Il messicano da fondo a tutta la sua capacità nella gestione dell'usura delle coperture medium proseguendo su un ritmo gara tra l'1:34.5 e l'1:34.7 senza avere un degrado accentuato.
Il monegasco della Ferrari mantiene il distacco tra i 2 e 2.2 secondi sino a quando al 15° giro il leader della corsa non effettua il pit stop per passare agli pneumatici hard nel secondo stint di gara. Al passaggio seguente, però, entra la Safety Car per l'incidente della Williams di Nicholas Latifi all'uscita dall'ultima curva. La variabile strategica dettata dall'ingresso della vettura di sicurezza consente a Leclerc, Verstappen e Sainz di effettuare il pit stop, montando i compound hard nuovi, senza perdere tempo e così Perez, che aveva disputato una prima parte della gara accurata e autorevole, si ritrova alle spalle del compagno di squadra e della Ferrari numero 16.
Al 20° giro viene esposta la bandiera verde e il GP Arabia Saudita 2022 riprende. Il monegasco della Ferrari è il nuovo leader della corsa davanti al campione del mondo in carica e cerca subito di ampliare il distacco imponendo un ritmo sull'1:33.4. Verstappen, però, lo segue con un distacco che oscila tra lo 0.9 e l'1.4 secondi, cercando di rimanere sotto il secondo per poter usufruire del DRS cercando di accorciare il gap con l'ausilio dell'ala mobile con una velocità di punta della sua RB18 di ben 9 km/h più alta rispetto alla Ferrari F1-75 grazie alla configurazione a basso carico aerodimanico.
I due davanti girano sul piede dell'1:33.2/1:33.3 staccando leggermente i rispettivi compagni di squadra imponendo un ritmo da qualifica alla corsa, grazie anche al poco degrado degli pneumatici hard. Il ferrarista abbassa ulteriormente il crono sul giro a 1:33.1 per non accorciare il delta cronometrico sotto il secondo, ma campione del mondo in carica risponde con giri sull'1:33.0 che mantengono il gap tra i due sempre tra 1.0 e 1.4 secondi. Al 37° giro Fernando Alonso, Valtteri Bottas e Daniel Ricciardo sono costretti al ritiro per un problema tecnico, con l'australiano della McLaren che si ferma poco prima dell'ingresso della pit lane e causa la Virtual Safety Car che congela i distacchi.
Al 41° giro la gara riprende con Verstappen che riesce a portarsi subito a 6 decimi da Leclerc che gli consente di utilizzare il DRS e provare l'attacco alla staccata della curva 1 all'esterno, il pilota della Ferrari riesce a tenere la posizione. Al passaggio successivo Max attacca il rivale all'esterno della curva 26, ma Charles può utilizzare il DRS sul rettilinei successivo del traguardo per riprendersi la leadership della corsa.
Alla tornata successiva, Verstappen attacca Leclerc all'interno della frenata dell'ultima ma ambedue frenano poco prima della linea del detection point per cercare di avere disponibile l'ala mobile sul rettifilo dei box e così il ferrarista mantiene la testa della gara. Dopo tre giri di calma apparente, il pilota della Red Bull esce meglio in trazione dall'ultima curva e sfruttando il DRS attacca all'estero del rettilineo del traguardo il rivale del Cavallino Rampante riuscendo a prendere il comando della gara cogliendo la prima vittoria stagionale al Jeddah Corniche Circuit.
FERRARI-RED BULL: ANALISI PASSO GARA GOMME MEDIE
| Giro | PEREZ | LECLERC | VERSTAPPEN | SAINZ |
| 1 | 2:05.030 | 2:05.040 | 2:05.050 | 2:05.060 |
| 2 | 1:34.722 | 1:34.943 | 1:35.275 | 1:35.499 |
| 3 | 1:34.596 | 1:34.794 | 1:34.890 | 1:35.460 |
| 4 | 1:34.440 | 1:34.651 | 1:34.700 | 1:35.321 |
| 5 | 1:34.496 | 1:35.156 | 1:34.809 | 1:35.124 |
| 6 | 1:34.481 | 1:34.585 | 1:34.840 | 1:35.165 |
| 7 | 1:34.821 | 1:34.702 | 1:34.634 | 1:35.058 |
| 8 | 1:34.619 | 1:34.569 | 1:34.821 | 1:34.921 |
| 9 | 1:34.825 | 1:34.967 | 1:34.832 | 1:34.729 |
| 10 | 1:34.836 | 1:34.679 | 1:35.252 | 1:35.133 |
| 11 | 1:34.545 | 1:34.781 | 1:34.959 | 1:34.977 |
| 12 | 1:34.671 | 1:34.915 | 1:35.191 | 1:35.082 |
| 13 | 1:35.214 | 1:34.777 | 1:34.982 | 1:35.101 |
| 14 | 1:35.316 | 1:35.214 | 1:35.093 | 1:35.275 |
| 15 | 1:38.591 (pit) | 1:35.237 | 1:35.370 | 1:35.421 |
FERRARI-RED BULL: ANALISI PASSO GARA GOMME HARD
| Giro | VERSTAPPEN | LECLERC | Delta |
| 21 | 1:35.227 | 1:34.636 | -0.591 |
| 22 | 1:34.167 | 1:34.075 | -0.092 |
| 23 | 1:33.688 | 1:33.459 | -0.229 |
| 24 | 1:33.445 | 1:33.521 | +0.076 |
| 25 | 1:33.301 | 1:33.324 | +0.023 |
| 26 | 1:33.304 | 1:33.182 | -0.122 |
| 27 | 1:33.059 | 1:33.184 | +0.125 |
| 28 | 1:33.030 | 1:32.711 | -0.319 |
| 29 | 1:32.930 | 1:32.942 | +0.012 |
| 30 | 1:32.778 | 1:32.752 | -0.026 |
| 31 | 1:32.897 | 1:33.079 | +0.182 |
| 32 | 1:32.887 | 1:32.683 | -0.204 |
| 33 | 1:32.855 | 1:32.878 | +0.023 |
| 34 | 1:32.827 | 1:32.680 | -0.147 |
| 35 | 1:32.474 | 1:32.481 | +0.007 |
| 36 | 1:32.543 | 1:32.640 | +0.097 |
| 37 | 1:33.124 | 1:33.102 | -0.022 |
| 38 (VSC) | 1:48.873 | 1:47.212 | -1.661 |
| 39 (VSC) | 2:07.594 | 2:06.419 | -1.175 |
| 40 (VSC) | 2:03.699 | 2:06.461 | +2.762 |
| 41 | 1:34.945 | 1:36.117 | +1.172 |
| 42 | 1:32.755 | 1:33.281 | +0.526 |
| 43 | 1:34.644 | 1:33.818 | -0.826 |
| 44 | 1:32.302 | 1:32.170 | -0.132 |
| 45 | 1:32.063 | 1:32.259 | +0.196 |
| 46 | 1:32.737 | 1:33.470 | +0.703 |
| 47 | 1:31.779 | 1:32.587 | +0.808 |
| 48 | 1:31.861 | 1:31.634 | -0.217 |
| 49 | 1:32.079 | 1:32.102 | +0.023 |
| 50 | 1:31.772 | 1:31.703 | -0.069 |
FERRARI-RED BULL: CONFIGURAZIONI AERODINAMICHE DECISIVE
La pista mediorientale è costituita da curve veloci in successione, rapidi cambi di direzione in sequenza nel primo settore e tre lunghi tratti da oltre 320 km/h orari di velocità di punta. La monoposto anglo-austriaca è dotata di un'ottima efficienza aerodinamica, caratteristica tecnica fondamentale sul tracciato saudita al fine di massimizzare la performance sul giro. Data la quantità di punti di carico aerodinamico che la vettura di Milton Keynes riesce a generare dal corpo vettura senza essere soggetta ad un elevata resistenza aerodinamica all'avanzamento, i tecnici hanno adottato una configurazione aerodinamica a basso carico aerodinamico su ambedue le monoposto per privilegiare la velocità di punta e sfruttare la potenza della Power Unit Red Bull Powertrains.
Sul curvilineo che porta dalla curva 24 alla curva 27, Verstappen e Perez sono transitati a 335 km/h in qualifica, un valore di riferimento nettamente più alto della concorrenza. Ad esempio le Ferrari di Sainz e Leclerc si sono fermate rispettivamente a 328 e 326 km/h. Su una pista che per il 79% si percorre con l'acceleratore pigiato al massimo, l'efficienza aerodinamica risulta un parametro tecnico fondamentale al fine di coniugare la deportanza generata nelle curve veloci e la velocità massima sugli ampi tratti da affrontare in pieno.
In occasione della tappa in Arabia Saudita, il costruttore anglo-austriaco ha portato una nuova versione della beam-wing, con il doppio profilo alare meno svirgolato e più lineare nel suo disegno in modo da creare meno resistenza aerodinamica all'avanzamento, e una doppia specifica di alettone posteriore a basso carico. A differenza di quanto ha fatto la Red Bull, i tecnici del Cavallino Rampante hanno adottato una configurazione aerodinamica ad alto carico aerodinamico, set-up che ha fatto la differenza soprattutto nel primo settore leggermente a discapito del secondo e terzo.
Il tratto iniziale del Jeddah Corniche Circuit richiede deportanza, precisione di inserimento all'avantreno e un anteriore reattivo e agile nei cambi di direzione e nelle curve ad alta velocità di percorrenza. La monoposto modenese produce un elevato carico aerodinamico come si è potuto denotare anche nel secondo settore del Bahrain International Circuit, quello più tecnico e guidato che esalta la deportanza generata dal corpo vettura.
L'approccio scelto dalla Ferrari dal punto di vista del set-up aerodinamico è dovuta anche al fatto che la Power Unit Ferrari 067 SuperFast è molto performante nell'erogazione lineare della potenza che, unita a una bassa resistenza aerodinamica all'avanzamento generata dalla vettura italiana, consente velocità di punta di rilievo nonostante un assetto più carico. Tirando le somme finali, la configurazione aerodinamica adottata dalla Red Bull ha dato i suoi frutti data la vittoria di Verstappen propiziata anche da una velocità di punta decisamente più alta di quella della Ferrari.